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VILLA MEDICI a FIESOLE

Leon Battista Alberti e il prototipo di villa rinascimentale

Breve storia di Villa Medici a Fiesole

In occasione dell’anno albertiano, mi sono decisa a rendere pubblica la tesi di laurea di Simone Martini e mia su Villa Medici a Fiesole, discussa a luglio del 2000, con il professore Gabriele Morolli, dopo un intenso ma gratificante lavoro di ricerca e di elaborazione che ci ha visti accesi nelle discussioni e uniti nelle conclusioni. E’ emersa per la prima volta l’ipotesi che l’edificio fiesolano sia nato su progetto di Leon Battista Alberti anziché di Michelozzo, e che rappresenti il prototipo di villa rinascimentale.

Un’analisi diretta dell’edificio e del suo giardino ha dato i primi interessanti spunti di riflessione; parallelamente una fruttuosa ricerca di archivio ci ha fornito interessanti documenti quali contratti di vendita, stime, inventari, che ci hanno permesso di ripercorrere, a ritroso nel tempo, le affascinanti vicende della villa attraverso i suoi numerosi proprietari.

L’edificio, così, purificato delle alterazioni subìte nel corso dei secoli, è stato analizzato nelle sue proporzioni e nuovi elementi sono emersi riguardo alla attribuzione, portandoci a ritenere non solo che l’Alberti abbia preso parte alla sua progettazione, ma che l’abitazione collinare di Giovanni, secondogenito di Cosimo il Vecchio, con la sua apertura sulla città, sia proprio il primo esempio di villa rinascimentale, che risponde, cioè, a quei canoni albertiani che fanno di un edificio di campagna una ‘villa suburbana’.

La bellezza dell’edificio non si basa su decorazioni di tipo medievale, ma sulla semplicità della struttura che accorda economia, necessità e bellezza e, soprattutto, sull’armonia delle proporzioni. La villa risulta proporzionata in tutte le sue parti, sia interne che esterne, secondo i concetti albertiani che riconducono al numero, alla musica ed alla geometria.

La residenza suburbana di Giovanni de' Medici costituisce una decisiva svolta rispetto all'architettura rurale nella Toscana del XV secolo, costituendo un unicum, un primo e totale stravolgimento di quei tradizionali concetti architettonici che caratterizzano le ville-castello del Trebbio, di Cafaggiolo e di Careggi.

Villa Medici a Fiesole deve essere, quindi, vista come edificio "Musa" per numerose altre residenze, non solo fiorentine, che a partire dalla fine del '400 troveranno in lei ispirazione e spunti creativi ed innovatori.

Desidero ringraziare tutti coloro che mi hanno aiutato nella stesura di questo libro. In particolare: l’Archivio Comunale di Fiesole, nella persona di Maura Borgioli, l’Archivio Storico di Firenze, Benedetta Origo e Villa I Tatti per avermi messo a disposizione il loro materiale fotografico; Pino Brugellis con Stella Targetti, Anna Benedetti e Ruggero Longari per l’affezionato appoggio che mi hanno dato in questi mesi.

Un pensiero speciale va alla mamma per la sua amorevole vicinanza e valido suppoto che mi sono stati più volte fondamentali.

Donata Mazzini

A papà, che quello che ha lasciato prosegua nel tempo

Tratto dal libro
"VILLA MEDICI A FIESOLE LEON BATTISTA ALBERTI E IL PROTOTIPO DI VILLA RINASCIMENTALE"
di Donata Mazzini e Simone Martini
Firenze, Centro DI, 2004